Fu proprio qui, tra le mura di questo castello situato nella città di Cēsis in Lettonia, che l’Ordine Teutonico (un antico ordine monastico-militare e ospedaliero sorto in Terra Santa nel 1191) stabilì il suo quartier generale durante le cosiddette Crociate del Nord, vere e proprie operazioni militari volte alla conquista e cristianizzazione dei territori occupati dalle tribù baltiche, in prevalenza pagane.
La nascita del castello si deve però ad un altro Ordine monastico militare tedesco: i Cavalieri portaspada, costituiti nel 1202 da Alberto di Riga e in seguito noti con diversi nomi tra cui “Cavalieri di Cristo” e “Fratelli della spada”, poi confluiti nell'”Ordine livoniano”. Fu proprio quest’ordine che tra il 1213/1214 diede inizio alla sua costruzione nei pressi della piccola fortezza collinare che si trovava a Cēsis, un punto nevralgico durante le operazioni di conquista della Livonia, un’antica regione storico-geografica situata all’interno dell’odierna Lettonia.
Con l’Ordine Teutonico il castello divenne la fortezza più potente della Livonia. L’archivio, la biblioteca, la cancelleria con lo scriptorium e la zecca del Maestro dell’Ordine trovarono ospitalità tra queste mura. I Maestri livoniani erano soliti soggiornare nel castello di Riga ma, in tempo di guerra, prediligevano proprio il castello di Cēsis in quanto sicuro.
La prosperità del castello si interruppe agli inizi del XVI sec. durante la guerra di Livonia, quando le truppe dello zar Ivan il Terribile assediarono la fortezza per cinque giorni. A questo evento si lega uno dei momenti più tragici della sua storia. Secondo le cronache nel 1577, anno dell’assedio, nel castello si trovavano asserragliate circa trecento persone. Una volta resesi conto che era impossibile resistere e respingere il nemico presero una decisione disperata: commettere un suicidio di massa. Fu così che si fecero saltare in aria dando fuoco ai barili di polvere da sparo stipati nei magazzini. Un evento confermato non solo dalle cronache del tempo ma anche dai ritrovamenti archeologici del 1974 di numerosi resti umani di adulti e bambini. Le monete trovate insieme ai corpi hanno aiutato gli archeologi a datare i resti al 1577.
L’assedio di Ivan il Terribile fu solo l’inizio della decadenza del castello. Da lì in poi, infatti, la fortezza passò di mano in mano e perse importanza. Come abbiamo visto con altri grandi monumenti del passato, anche il castello di Cēsis fu abbandonato e saccheggiato nel corso dei secoli. Simbolo del dominio tedesco, durante i primi decenni del Novecento le rovine del castello sono state spesso al centro di proposte per distruggerle definitivamente. Per fortuna, grazie all’interesse pubblico e alla scelta di alcuni politici coraggiosi, il castello è stato salvato, e gradualmente restaurato e conservato fino ad oggi.
Il complesso del castello vi permette di immergervi in una atmosfera suggestiva. All’interno del giardino vi sono alcune botteghe con figuranti che svolgono le attività tipiche dei castellani di un tempo. Potrete gustare alcuni piatti tipici o cimentarvi in alcuni giochi medioevali. C’è anche un orto con erbe e piante che venivano coltivate qui cinquecento anni fa.



















