Le perle della Puglia: tour tra castelli e basiliche

Durante il mio tour in giro per l’Italia ho passato qualche settimana in Puglia ed in linea con il mio podcast ho deciso di visitare luoghi dove non ero mai stato e di cui non avevo mai sentito parlare.

Già in altri post vi ho parlato della mia passione per i castelli (se non l’avete visto, vi rimando al video sul castello estense di Ferrara clicca qui). In Puglia ce ne sono diversi, perlopiù del periodo Normanno-Svevo. Bari, Taranto, Trani, Monopoli, i castelli di queste città li conosco bene ed ho scelto quindi di visitarne altri due.

CASTELLO STELLA CARACCIOLO Il primo è il castello di Palagianello, un piccolo comune in provincia di Taranto. Sorge sul punto più alto del paese. Fu costruito, infatti, nella prima metà del XVI secolo ad opera della famiglia Domini Roberti per la difesa del casale di Palagianello. I lavori terminarono solo nel XVIII secolo sotto il dominio dei Caracciolo da cui ha preso il nome. Lo si conosce come castello Stella Caracciolo.

A pianta quadrangolare ha una struttura imponente e dalla sua sommità si può ammirare il territorio circostante, la gravina, e spingersi fino alle montagne calabresi della Sila. Purtroppo, non si poteva entrare. L’unica zona aperta al pubblico era la chiesetta posta sul lato ovest del castello.

Dal 1924 è monumento nazionale ed è aperto a matrimoni e cerimonie. Tra i vari usi che hanno contraddistinto questa fortezza leggo sul sito visitmottola.com che fu anche utilizzata come caserma per le truppe polacche di stanza in Puglia durante la Seconda guerra mondiale.

Se visitate Palagianello vi consiglio di dare un’occhiata non solo al castello ma anche alla gravina adiacente e alle case grotta e chiese ipogee. Non perdete il Santuario e Cripta della Madonna Delle Grazie. Costruito sempre dai Domini Roberti, risale al XV secolo. Molto caratteristico al suo interno perché mostra ancora i segni del terremoto del 1885 che lo distrusse quasi del tutto. Nel 1972 fu distrutto nuovamente dal crollo delle pareti di una cava adiacente.

CASTELLO DI MASSAFRA Sempre nel tarantino c’è il castello di Massafra. Si trova nel centro storico e si affaccia anch’esso su una gravina. Anche qui una pianta quadrangolare, quattro torrioni e una spessa cinta muraria. La prima notizia accertata della sua esistenza risale al 970.

Purtroppo, anche in questo caso non era possibile ammirare il suo interno. Da quanto trovato online conserva ancora locali adibiti a diversi usi: scuderia, fienili, armeria, prigioni, neviere e pecerie, una cappella, e sembra, secondo diverse leggende, che ci siano anche diversi passaggi segreti (uno di essi porterebbe perfino al mare) e parti inesplorate. 

Ma non c’erano solo castelli sulla mia lista di posti da visitare. C’era posto anche per due basiliche. La prima, lo devo ammettere, la conoscevo bene e da quando la vidi per la prima volta resta la mia preferita: mi riferisco alla Basilica Concattedrale Maria Santissima della Madia di Monopoli (Ba).

BASILICA CONCATTEDRALE MARIA SANTISSIMA DELLA MADIA Grazie ad alcuni scavi archeologici e ritrovamenti sotto l’antica cripta della cattedrale romanica si è scoperto che il luogo dove sorge la basilica fu scelto come luogo di culto e di sepoltura già dall’età del Bronzo. La chiesa della Madonna della Madia fu eretta nel XII secolo sul sito di un tempio dedicato a Mercurio (I sec. a.C.).

Il complesso comprende la chiesa, il campanile barocco, la cripta-museo della cattedrale e il muraglione settecentesco, alto 33 metri, edificato nel 1786 dall’architetto Palmieri per contrastare la forza dei venti.

Come scritto le basiliche erano due ma la seconda l’ho scoperta per caso ascoltando un podcast del prof. Alessandro Barbero. La descriveva come un gioiello artistico da visitare assolutamente. Si tratta della Basilica di Santa Caterina di Alessandria di Galatina (Le).

BASILICA DI SANTA CATERINA DI ALESSANDRIA Fu fatta realizzare da Raimondello Orsini del Balzo nel 1383. Sembra che nel 1391 fosse già completata. La leggenda dietro la sua realizzazione merita una menzione: Raimondello, di ritorno dalle crociate, si spinse sino alla sommità del Monte Sinai per rendere omaggio al corpo di santa Caterina. Baciando la mano della santa ne strappò un dito con i denti. Portò con sé la reliquia che, incastonata in un reliquiario d’argento, tuttora si conserva nel tesoro della chiesa.

La basilica è una commistione di stili, principalmente Romanico e Gotico. Il punto forte, senza dubbio, sono i suoi interni affrescati in stile giottesco e della scuola senese voluti dalla principessa Maria d’Enghien che non era soddisfatta dei primi affreschi della basilica commissionati da suo marito. Come potete vedere bene in foto, il colpo d’occhio è notevole. I dettagli sono infiniti e l’atmosfera che creano è unica.

Fatemi sapere nei commenti se conoscevate questi posti o suggeritemene altri da visitare.

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