Il cardinale Raffaele Sansoni Riario della Rovere è un mecenate con la passione per l’arte antica. È il 1496, siamo a Roma, ed il cardinale ha acquistato a peso d’oro una statua raffigurante un Cupido dormiente. È una statua antica, dell’età classica, ancora sporca di terra perché è stata rinvenuta in alcuni scavi. O almeno così asserisce il mercante Baldassarre Milanesi che gliel’ha venduta.
Nella città eterna intanto corrono strane voci su quel Cupido: non è una statua antica ma semplicemente un falso fatto ad arte. Il cardinale, nipote tra l’altro del papa Sisto IV, la consegna ad alcuni esperti per farla esaminare e riceve la notizia che mai avrebbe voluto: la statua è un falso. Il cardinale ovviamente va su tutte le furie ma alla fine è così impressionato dalla perfezione di quella statua da incaricare un suo banchiere di fiducia, Jacopo Galli, di mettersi sulle tracce dell’artista che ha creato quel capolavoro.
Jacopo Galli fa un po’ di ricerche e scopre che l’autore si trova a Firenze. Si tratta di un talentoso ragazzo di 21 anni. Di recente ha lavorato alle sculture dell’Arca di san Domenico, un monumento sepolcrale realizzato per Domenico di Guzmán a Bologna. Galli gli spiega cosa è accaduto con il suo Cupido, gli racconta del cardinale infuriato ma anche curioso di conoscerlo. Qui le fonti si dividono: c’è chi dice che la statua fu realizzata su commissione di Lorenzo di Perfrancesco de Medici; altri sostengono che l’artista l’ha creata per conto suo e che il Medici gli abbia solo chiesto di rovinarla un po’, sporcarla di terra, così da poterla spacciare come antica e venderla a qualche mercante d’arte.
Ad ogni modo, l’artista decide di seguire Galli a Roma. Lì viene introdotto negli ambienti che contano e riceve commissioni importanti. Per uno strano scherzo del destino quel Cupido, quella truffa, segna l’inizio della sua straordinaria carriera. Il suo nome è Michelangelo Buonarroti. Il resto è storia.
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Questo episodio è raccontato in un bel libro dal titolo “L’ingegno e le tenebre” di Roberto Mercadini edito da Rizzoli. Libro che consiglio perché racconta diversi episodi inediti non solo su Michelangelo ma anche su Leonardo da Vinci.