Barbara è una ragazzina di 13 anni che dorme insieme alle sue compagne del campo estivo di danza di Carmadean, New Mexico, Stati Uniti d’America. È il 16 luglio del 1945 e quel campo estivo rappresenta un luogo spensierato e tranquillo. È un luogo dove dimenticare gli orrori della Seconda guerra mondiale che vedono gli Stati Uniti d’America ancora in campo contro il Giappone.
Quella tranquillità è squarciata all’improvviso da un boato. Barbara e le sue compagne insieme alle insegnanti corrono all’esterno. Non capiscono. Non riescono a guardare in alto perché c’è troppa luce. Sembra come se il sole fosse sorto da sud e avesse investito tutto con la sua luce. E poi c’è quella grossa nuvola che sovrasta le loro teste e lascia cadere qualcosa di strano. Sembra neve. Almeno così pensano. Ma quella neve è strana. Perché non è fredda ma calda. Sembra più che altro cenere. Le ragazze, spaventate ma allo stesso tempo elettrizzate da quell’evento, iniziano a danzare sotto quella cenere. C’è chi decide di spalmarsela sulla pelle. È calda e rilascia una sensazione piacevole. Ma perché è calda? Perché è estate pensano, e perché sono nel deserto.
Ma cosa è successo realmente? Nessuno lo sa. O meglio, il governo corre a tranquillizzare tutti rilasciando un comunicato stampa dove informa i cittadini che nella notte era esplosa una discarica di munizioni. Nulla di cui preoccuparsi. In fondo, lo abbiamo detto, gli Stati Uniti d’America sono ancora in guerra, sono cose che capitano.
È invece c’è qualcosa che non torna. Anzi, molte cose non tornano. Perché da quella mattina del 16 luglio 1945 in New Mexico accadono cose strane. Gli animali domestici muoiono improvvisamente e gli animali negli allevamenti si ricoprono di strane chiazze bianche stramazzando al suolo tra atroci sofferenze.
Nessuno sa che il campo estivo di Carmadean, quel luogo tranquillo e spensierato dove ragazzine tra i 10 e i 16 anni imparano a danzare e dimenticarsi della guerra, si trova in realtà a 80 chilometri da un sito dove è appena accaduto un evento tragico che cambierà per sempre la storia dell’umanità. Lì, infatti, a circa 330 chilometri a sud di Los Alamos, New Mexico, il governo degli Stati Uniti d’America ha appena concluso il “Trinity Test”: il primo test nucleare della storia. 18.6 chilotoni di potenza che hanno distrutto tutto trasformando la sabbia in vetro verde (n.d.r. prenderà il nome di “Trinitite”). Una esplosione così forte da essere stata avvertita a oltre 320 chilometri di distanza. Un pilota dell’aviazione statunitense, in volo a oltre dieci mila piedi, nota quella forte luce provenire da sud e informa la torre di controllo che risponde con un laconico: “evita di viaggiare verso sud”.
Nel raggio di 250 km dal sito del Trinity Test viveva mezzo milione di persone. Nessuno fu evacuato né prima né dopo. Neanche quelle ragazzine che danzavano spensierate sotto la neve non sapendo che si trattava di fallout radioattivo, o ricaduta radioattiva, e sarà conosciuta da tutti con il nome di “cenere della morte”.
Barbara Kent la possiamo vedere in una foto dell’epoca scattata dopo alcune ore dal test. È felice e fa il bagno con le sue compagne. Sarà l’unica ragazza di quel campo estivo a sopravvivere fino ai 30 anni.
Fonti per questo episodio:
- Documentario su Netflix: “Turning point: la bomba atomica e la guerra fredda” – Episodio 1: “C’era come un sole enorme”.
- Trinity: World’s First Nuclear Test – Air Force Nuclear Weapons Center
- Carmadean’s Dance Camp: A Summer in the Shadow of the Atomic Bomb – Danny Dutch
- Collateral damage: American civilian survivors of the 1945 Trinity test di Lesley M. M. Blume – Bulletin of the Atomic Scientists