“Facciamola saltare in aria”: il tragico destino della Chiesa della Riconciliazione di Berlino

È stata testimone degli eventi più importanti della storia tedesca. È sopravvissuta alla Prima guerra mondiale, alla Seconda ma non alla Guerra Fredda. Parliamo della Chiesa della Riconciliazione di Berlino.

Eretta nel 1892 in stile neogotico con un campanile alto 75 metri fu donata dall’imperatrice Augusta Viktoria e consacrata nel 1894. Distrutta durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale venne restaurata nel 1950. Ormai scampata al peggio sembrava potesse resistere per sempre. E invece la notte tra il 12 e il 13 agosto del 1961 il suo destino fu segnato: quella notte, infatti, il regime comunista diede inizio alla costruzione della “Barriera di difesa antifascista” o meglio conosciuto come muro di Berlino. La Chiesa, per sua sfortuna, si trovava sul territorio sovietico e proprio a ridosso del confine che delimitava la zona tra Berlino est e Berlino ovest.

Inizialmente la Chiesa fu convertita in una postazione di osservazione. Via le campane e al suo posto mitragliatrici; via preti e chierichetti e al loro posto vedette e cecchini pronti a sparare ai fuggitivi. Con i suoi 75 metri di altezza il campanile era una postazione ottima per osservare movimenti sospetti.

Il 22 gennaio 1985 il governo della DDR (la Repubblica Democratica Tedesca) decise di porre fine alla storia della Chiesa e del suo campanile. La motivazione? Rendere il confine più sicuro. Una forte esplosione e una grande nuvola di polvere: in un video dell’epoca, che vi lascio qui in basso, si può vedere la bellissima Chiesa neogotica sgretolarsi in pochi secondi.

Ci sono voluti quasi vent’anni perché la comunità locale potesse riottenere un luogo di culto. Il 9 novembre 2000, sul sito che un tempo ospitava la Chiesa, venne inaugurata la Cappella della conciliazione che fa parte di un complesso commemorativo per ricordare le persone che persero la vita a causa del Muro di Berlino.

Link al video su YouTube – Church of Reconciliation Berlin demolished, January 22, 1985

*l’immagine di copertina è stata realizzata con l’AI

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