La guerra russo-finlandese e il contributo italiano

La guerra d’inverno (in finlandese “talvisota”) nota anche come guerra russo-finlandese fu un conflitto combattuto tra il 30 novembre 1939 e il 12 marzo 1940 dalla Finlandia e dall’Unione Sovietica. La guerra scoppiò a causa dell’aspirazione dell’Unione Sovietica di impossessarsi di territori finlandesi strategici sul piano militare. L’aggressione alla Finlandia costò all’Unione Sovietica l‘espulsione dalla Società delle Nazioni.

Le forze in campo erano nettamente a favore dell’Unione Sovietica la quale riuscì a spuntarla grazie alla firma di un trattato di pace, il trattato di Mosca, per il quale la Finlandia fu costretta a cedere il 10% dei suoi territori.

Tra una ricerca e l’altra, scavando a fondo, si scopre che c’è anche un po’ di Italia in questo drammatico conflitto. Avvenuto durante la Seconda guerra mondiale, vide coinvolte diverse nazioni a supporto della Finlandia tra cui anche l’Italia. Il governo fascista sperava infatti che la guerra russo-finlandese tenesse occupata l’URSS in Scandinavia distogliendola dai Balcani dove l’Italia puntava ad accrescere la sua influenza. Furono inviati aerei, munizioni e piloti volontari. Tra questi il sergente maggiore Diego Manzocchi che a 28 anni trovò la morte in missione l’11 marzo 1940, il giorno prima della conclusione del conflitto. Il coraggio mostrato in guerra gli valse l’ammirazione e il rispetto dei soldati finlandesi che anche dopo la conclusione della guerra continuarono ad elogiare gli aviatori italiani.

Il monumento alla Guerra d’Inverno di Helsinki creato dallo scultore Pekka Kauhanen commemora i soldati finlandesi caduti durante il conflitto contro l’Unione Sovietica. Si stima che circa 25.000 finlandesi persero la vita. Le pareti interne della sfera posta al di sotto della statua sono costellate da foto dell’epoca che testimoniano le fasi del conflitto.

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