«Avrebbero scoperto una cosa più importante: ad amar la lettura, che è la base della coltura». In questa frase c’è tutta Paola Lombroso Carrara, giornalista, pedagogista e anima visionaria del Corriere dei Piccoli. Una figura che ha dedicato la vita ai bambini, alla cultura e al riscatto sociale attraverso i libri.
Dall’infanzia ribelle alla vocazione sociale
Nata a Pavia nel 1871 e cresciuta a Torino, Paola mostra fin da piccola un’immaginazione incontenibile. Il padre, Cesare Lombroso, celebre criminologo, vieta giocattoli e fiabe perché ritenuti “dannosi” per la fantasia. Lei, al contrario, trasforma una panca e un’altalena in un bastimento e divora ogni libro che riesce a procurarsi.
La casa dei Lombroso è un crocevia di intellettuali, scienziati e diplomatici: un ambiente che alimenta la curiosità della giovane Paola. L’incontro decisivo è quello con Anna Kuliscioff, compagna del leader del socialismo italiano Filippo Turati, che la avvicina al socialismo e alle questioni sociali, soprattutto quelle legate a donne e bambini.
Giornalista precoce e pioniera dell’educazione
A soli diciotto anni Paola inizia a scrivere per l’Avanti! e si impegna in progetti educativi per i figli dei lavoratori. È qui che matura la convinzione che la cultura possa essere un potente strumento di emancipazione. Nel 1899 sposa Mario Carrara, medico e futuro oppositore del fascismo. Continua a studiare psicologia, a scrivere e a progettare iniziative per l’infanzia.
La nascita del Corriere dei Piccoli
L’idea che la consacra è quella di un giornale per bambini che unisca divertimento e apprendimento. Un giornale destinato non solo ai bambini delle famiglie borghesi. Luigi Albertini, allora direttore del Corriere della Sera, accoglie il progetto e il 27 dicembre 1908 nasce il Corriere dei Piccoli. Paola immagina fumetti, rubriche, giochi, concorsi: un format rivoluzionario per l’epoca.
Ma la direzione del giornale viene affidata a un uomo, Silvio Spaventa Filippi, con il supporto di Alberto Albertini, fratello di Luigi. La motivazione: «Mai è stata finora affidata a una donna la responsabilità di un giornale sia pure per ragazzi…le famiglie non capirebbero e non gradirebbero». Paola accetta solo una rubrica di posta, firmata Zia Mariù, che diventa presto amatissima dai giovani lettori.
Le “Bibliotechine rurali”: un milione di libri per i più poveri
Ascoltando le lettere dei bambini, Paola comprende quanto la cultura sia lontana dalle zone rurali. Nasce così la sua iniziativa più importante: le Bibliotechine rurali, piccole raccolte di libri inviati gratuitamente alle scuole più povere d’Italia. Tra il 1909 e il 1935 distribuisce oltre un milione di volumi. Un’impresa titanica, oggi documentata dal MUSLI e dalla Biblioteca della Fondazione Tancredi di Barolo.
Paola sfida apertamente il pensiero del padre: non sono i tratti somatici a determinare il destino di un bambino, ma l’ambiente in cui cresce. E i libri, per lei, sono il primo passo verso un futuro diverso. La sua rubrica, giudicata troppo indipendente, diventa oggetto di censure e ingerenze che la porteranno a dimettersi.
L’impegno durante la guerra e il dopoguerra
Nel 1915 fonda a Torino un asilo-ricovero per i figli dei richiamati in guerra, da cui nascerà la Casa del Sole, istituto dedicato ai bambini esposti a condizioni di miseria o malattia. Durante il fascismo, essendo ebrea, è costretta a rifugiarsi in Svizzera, ma dopo la Liberazione torna a Torino per continuare il suo lavoro.
Le Bibliotechine riprendono nel 1950, affiancate da un Centro studi sulla letteratura infantile. Paola Lombroso Carrara muore nel 1954, lasciando un’eredità culturale immensa. Il Corriere dei Piccoli, da lei ideato, continuerà fino al 1995.
Un’eredità che parla ancora al presente
Paola Lombroso Carrara è stata molto più che la “Zia Mariù” del Corriere dei Piccoli: è stata una pioniera dell’educazione, una donna che ha creduto nel potere trasformativo dei libri e nella necessità di renderli accessibili a tutti. La sua storia ricorda che la cultura non è un lusso, ma un diritto. E che l’amore per la lettura può cambiare il destino di un bambino.
Fonti per questa storia:
- Il Corriere dei Piccoli e Paola Lombroso, storia della donna che creò il giornale dei bambini nonostante maschilismo e censura (ma non lo poté dirigere) – di Rosalba Graglia – Il Corriere della Sera
- Paola Lombroso, «zia Mariù» del Corriere dei Piccoli: papà Cesare le vietava i giocattoli, lei insegnava ai bambini con le fiabe ) – di Dario Basile – Il Corriere della Sera
- Le Bibliotechine rurali di Zia Mariù – di Stefano Biolchini – Il Sole 24 Ore