Siamo nel 550 d.C. a Snartemo nella contea di Agder in Norvegia. È tutto pronto per la sepoltura di un uomo importante del villaggio. Abiti raffinati, una pelle d’orso, armi, una coppa di vetro di epoca romana e una spada. Una magnifica spada decorata con piastre d’oro e argento. Odino e rune nordiche si alternano nei suoi dettagli. Nella tomba vengono collocate anche delle fasce intrecciate con svastiche, un antico simbolo del sole. Elementi che segneranno la sua storia.
Facciamo un salto in avanti di circa 1400 anni. La spada viene ritrovata a Snartemo nel 1933. Sette anni dopo, il 9 aprile 1940, durante la Seconda guerra mondiale, i nazisti invadono la Norvegia. Non ci sono solo obiettivi militari. I tedeschi sanno che il Museo Storico di Oslo conserva un reperto particolare, la spada appunto.
Ma perché Himmler e i suoi sono ossessionati da questo oggetto? Negli anni precedenti la guerra l’organizzazione Ahnenerbe (“Società di Ricerca dell’Eredità Ancestrale”), fondata dallo stesso Himmler, si mette alla ricerca di prove archeologiche per sostenere la storia antropologica e culturale della razza ariana. I popoli germanici, secondo le loro teorie, sono gli eredi diretti di una razza ariana antichissima e superiore con radici mistiche nel Nord Europa. La spada è la testimonianza perfetta: proviene dalla Scandinavia, considerata la culla della razza ariana; è riccamente decorata, simbolo di una civiltà ricca e potente; presenta rune e simboli sacri ripresi dall’ideologia e propaganda nazista (la svastica ad esempio).
Il Museo per fortuna, come tanti altri musei durante la Guerra, si precipita in anticipo nel preservare le sue ricchezze e decide di nascondere la spada in una cassaforte di una banca a Valdres, sempre in Norvegia. I tedeschi non la troveranno mai e si dovranno accontentare della copia creata usando alcune foto originali e consegnata il primo febbraio 1943 all’allora primo ministro norvegese Vidkun Quisling, collaborazionista e fondatore nel 1933 del partito fascista norvegese.
A guerra conclusa la spada può tornare finalmente al suo posto nel Museo Storico di Oslo dove la troviamo ancora oggi e dove ho potuto ammirarla (foto di copertina) e conoscerne la sua storia. In foto anche altri reperti conservati nel museo. Tra tutti, le maschere tribali africane rimangono i miei preferiti.













