Se siete appassionati di esplorazioni polari, storia e avventure estreme, il Museo Fram di Oslo è una tappa imperdibile durante la vostra visita in Norvegia. Situato nella splendida penisola di Bygdøy, il museo è interamente dedicato alla storia delle spedizioni artiche e antartiche norvegesi, con un protagonista assoluto: la nave Fram, la più famosa imbarcazione esplorativa al mondo.
Costruita nel 1892, la Fram è stata utilizzata da quattro grandi esploratori, tra cui il leggendario Roald Amundsen, primo uomo a raggiungere il Polo Sud nel 1911. Passeggiare all’interno della nave, perfettamente conservata, è come fare un tuffo nel tempo: tra cabine, mappe e strumenti originali, si respira l’atmosfera delle grandi imprese polari. È difficile immaginare come in quegli spazi angusti e spartani l’equipaggio della Fram riuscì a sopravvivere e compiere una impresa memorabile. Dei 19 uomini che presero parte alla spedizione, solo cinque raggiunsero il Polo Sud: oltre ad Amundsen c’erano anche Olav Bjaaland, Helmer Hanssen, Sverre Hassel e Oscar Wisting.
Una sezione del museo è interamente dedicata alla figura di Roald Amundsen, simbolo dell’esplorazione norvegese. Attraverso cimeli, fotografie d’epoca e racconti interattivi, il visitatore può ripercorrere le tappe della sua straordinaria carriera, culminata nella celebre spedizione antartica a bordo della Fram.
Curiosità
Amundsen arrivò al Polo Sud il 14 dicembre 1911. Sulla sua nave però, a causa di una mancanza di spazio, non fu caricato l’ingombrante telegrafo senza fili, l’unica apparecchiatura che avrebbe permesso all’equipaggio di comunicare direttamente dal Polo. Il successo della spedizione di Amundsen, dunque, venne reso noto solo il 7 marzo 1912.
Un legame con l’Italia
C’è un po’ di Italia nella storia e nella vita di Roald Amundsen. L’esploratore norvegese si trovava a bordo del dirigibile Norge che il 12 maggio 1926 sorvolò per la prima volta nella storia il Polo Nord. Il dirigibile venne costruito in Italia dal progettista e pilota Umberto Nobile che si trovava anche lui a bordo dell’aeromobile insieme all’esploratore americano Lincoln Ellsworth. Come testimonianza del loro passaggio, il gruppo lasciò cadere sul Polo nord le bandiere dei loro stati di appartenenza: norvegese, statunitense e italiana. Il destino di Amundsen è legato fatalmente alla figura di Nobile. Venuto a sapere della tragedia del dirigibile Italia (il dirigibile militare italiano progettato e comandato da Nobile che durante la spedizione verso il Polo Nord si schiantò al suolo il 25 maggio 1928) decise di recarsi sul luogo dell’incidente a bordo dell’idrovolante francese Latham 47 per portare aiuto. Purtroppo, durante le ricerche effettuate sopra i cieli del Mar Glaciale Artico, il mezzo insieme al suo equipaggio scomparve nelle acque del mare di Barent senza mai essere ritrovato.
Per farvi vivere parte di questa esperienza vi lascio alcune foto del museo. Se siete interessati al tema vi ricordo che l’impresa al Polo Sud è stata raccontata dal suo protagonista nel libro dal titolo “La conquista del Polo Sud. La spedizione norvegese del “Fram” verso il Polo Australe – 1910-1912” edito nel 1912 da Treves che trovate anche online. Se poi amate le imprese estreme e le esplorazioni avventurose vi rimando ad un episodio del podcast dedicato al mistero dell’Erebus, la nave britannica incaricata di trovare il passaggio a Nord-Ovest.























