Attraversando un suggestivo percorso immerso nelle foreste, tra laghi e ponti sospesi, ci si imbatte in un luogo che pochi turisti conoscono ma che racchiude quasi settecento anni di
storia lituana: il maniero di Trakų Vokė che si trova tra Vilnius e Trakai.
Il nome Vokė compare per la prima volta nelle cronache nel 1375, quando i cavalieri
Teutonici attraversarono la regione di Trakai durante una delle loro incursioni. Pochi decenni
dopo, nel 1396, il Granduca Vytautas il Grande vi stabilì una comunità di tartari portati dalla
Crimea, che per secoli restarono legati a queste terre.
La tenuta entra nella storia documentata nel 1618, quando apparteneva a Povilas Steponas
Sapiega, vicecancelliere del Granducato di Lituania: già allora una proprietà estesa, con
edifici residenziali e rurali. Passò poi alla famiglia Dombrowski, finché a metà Ottocento non
fu acquistata dal conte Juozapas Tiškevičius, la cui famiglia ne fece la propria residenza
principale e il simbolo che conosciamo oggi.
Tra il 1875 e il 1880 sorse il palazzo in stile storicista che domina ancora il parco, mentre il
giardino fu disegnato nel 1884 dal celebre paesaggista francese Édouard François André e
poi ridisegnato tra il 1898 e il 1900. Sotto i Tiškevičiai la tenuta divenne un’azienda agricola
all’avanguardia, tanto da ospitare una delle prime linee telefoniche della Lituania.
Il Novecento fu meno gentile: la Prima guerra mondiale portò saccheggi, e nel periodo tra le
due guerre la proprietà non fu mai davvero restaurata. Dopo la Seconda guerra mondiale il
palazzo passò alle istituzioni sovietiche, diventando prima villa del Consiglio dei Ministri e
poi sede dell’Istituto di Agricoltura. Solo negli anni ’70 venne restaurato, e dal 2014 è gestito
dal Comune di Vilnius come spazio museale e culturale, aperto a visite, mostre ed eventi —
e amato anche dai registi cinematografici, che ne hanno sfruttato più volte gli interni.
Oggi Trakų Vokė è un piccolo gioiello sospeso tra due mondi: geograficamente parte di
Vilnius, ma legato per nome, storia e destino al vicino distretto di Trakai, di cui porta ancora
il nome nel suo. Un luogo perfetto per chi cerca la Lituania meno raccontata.
Curiosità Ovviamente non poteva mancare un tocco di Italia anche qui. Tra il 1876 e il 1880, venne costruito infatti un palazzo seguendo il progetto dell’architetto di origini italiane Leandro Marconi (1834-1919), a quel tempo residente a Varsavia.










