Ep. 16 / Il Milite Ignoto

Ci sono persone che lasciano una impronta nella storia, eppure di loro non sappiamo praticamente nulla. Non si tratta semplicemente di persone cadute nel dimenticatoio. Ma bensì gente che non ha un nome, che ha dato il bene più prezioso che possedevano, la propria vita, per la patria. Per ricordare queste persone fu scelto lui. Un soldato caduto al fronte senza nome e cognome. Questa è la storia del Milite Ignoto.

Benvenuti a tutti, sono Stefano Frau e questo è In cerca di Storie, il podcast che va alla ricerca di storie o personaggi dimenticati o poco conosciuti.

Lo scorso 4 novembre, l’Italia ha celebrato i 100 anni della tumulazione all’Altare della Patria, a Roma, del Milite Ignoto. Per ricostruire la storia del soldato che rappresenta tutti i caduti in guerra senza un nome occorre tornare indietro a poco più di 100 anni fa. Durante gli anni della Prima guerra mondiale.

I soldati morti in guerra rimasti senza un’identità ci sono sempre stati. Ma è durante il primo conflitto mondiale, specialmente tra gli alleati Regno Unito e Francia, che nasce l’idea di commemorare quanti sono caduti al fronte e di cui non si sa nulla.

Nel 1916 il reverendo David Railton ha appena 32 anni. Si trova in Francia come cappellano al seguito delle truppe britanniche. Ed è proprio sul fronte occidentale che nota una lapide che lo colpisce subito. C’è solo una croce rossa e alcune parole: “Un soldato britannico sconosciuto”. È lì che Railton ha l’illuminazione. Creare un monumento commemorativo per tutti i caduti in guerra senza nome.

Nonostante qualche attrito iniziale, la sua idea si fa strada e finalmente nel 1920 anche il primo ministro britannico David Lloyd George e il re Giorgio V si convincono. Il corpo di un soldato britannico morto al fronte e senza identità sarà rimpatriato e sepolto con funerali solenni. Simultaneamente Francia e Regno Unito decidono di tumulare i rispettivi soldati l’11 novembre 1920. La scelta del giorno non è casuale. È infatti l’anniversario dell’armistizio firmato due anni prima, in un vagone ferroviario a Compiègne, tra l’impero tedesco e le forze alleate. Un evento che coincise con la fine della Prima guerra mondiale. La Gran Bretagna scelse l’abbazia di Westminster a Londra per ospitare il corpo del Milite Ignoto; mentre la Francia decise di tumularlo ai piedi dell’Arco di Trionfo a Parigi.

Questo monumento commemorativo si diffonde a macchia d’olio. Diversi paesi in tutto il mondo imitano quanto fatto da Gran Bretagna e Francia. E l’Italia?

Anche l’Italia segue le orme degli altri paesi. La proposta, ad opera del colonnello Giulio Douhet e dell’onorevole Cesare De Vecchi, di introdurre la figura del Milite Ignoto diviene legge il 4 agosto 1921. Il posto scelto per la tumulazione sarebbe stato l’Altare della Patria a Roma. Come scegliere la salma? Il Ministero della Guerra creò una commissione ad hoc che scelse 11 salme di soldati morti in diversi luoghi del fronte della Grande Guerra.

Le bare, uguali per forma e dimensioni, furono radunate il 28 ottobre dello stesso anno ad Aquileia, in Friuli-Venezia Giulia. Il compito di scegliere la salma fu affidato alla signora Maria Maddalena Blasizza in Bergamas. Suo figlio Antonio nel 1914 disertò dall’esercito austroungarico e passò in Italia dove si arruolò volontario sotto falso nome. Cadde il 18 giugno 1916. Il suo corpo non fu mai ritrovato.

La signora Maria posò dei fiori su una bara e così venne scelte la salma. La bara fu inserita poi in una cassa in legno di quercia e collocata su un affusto di cannone. Caricata su un treno aperto, partì il 29 ottobre verso Roma. Le altre dieci salme rimasero ad Aquileia per essere sepolte solennemente il 4 novembre.

Il viaggio della bara ebbe un ruolo simbolico. Il treno doveva viaggiare lentamente e rispettare 13 fermate. In questo modo, durante il tragitto, il popolo avrebbe potuto salutare il passaggio della bara. Il 2 novembre il convoglio arrivò nella Capitale. Il 4 novembre, terzo anniversario dell’Armistizio di Villa Giusti e della fine della Grande Guerra, la bara venne sepolta all’Altare della Patria, in una tomba realizzata ai piedi della dea Roma, alla presenza del re Vittorio Emanuele III e delle più alte cariche dello Stato, insieme a madri e vedove di caduti, associazioni ed ex combattenti.

La tomba del Milite Ignoto rappresenta simbolicamente tutti i caduti e i dispersi in guerra italiani. È sempre sorvegliata da due militari appartenenti alle diverse forze armate italiane che si alternano nel servizio di dieci anni in dieci anni.  Siamo giunti al termine di quest’episodio, vi ringrazio per l’ascolto.

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